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VKR: La prima finestra per tetti VELUX

Unì Ventilatio e Lux e coniò VELUX

Era il 1942 quando Villum Kann-Rasmussen installò la sua prima finestra, con apertura a bilico, sul tetto di una scuola elementare danese, la Slagelse Vestre Skole. Mancava un nome. Egli pensò ai benefici garantiti da quell’innovativo serramento: fu ispirato dalla versione latina delle due parole, Ventilatio e Lux, ed ebbe subito chiarezza. Unì le prime due sillabe e coniò la parola VELUX: ne fu entusiasta. La finestra per tetti VELUX era destinata a cambiare il modo di vivere gli spazi abitativi delle persone. 


Nel 1944 Villum brevettò la prima cerniera, un ingranaggio innovativo e rivoluzionario, che donò al mondo una finestra per tetti dai battenti ribaltabili, per facilitare una adeguata pulizia del vetro esterno e una corretta manutenzione. L’innovativo prodotto nel settore edilizio garantiva trasparenza, praticità e, soprattutto, luce naturale costante nei sottotetti, riscattati dal buio anonimo. Villum mise a frutto le sue idee, fece prove e tentativi per verificarne la fattibilità e la validità con il socio di allora, mettendosi in gioco, provando “sul campo”. “Sarebbe più facile pulire la vetrata esterna della finestra, ruotando il battente”. E il socio: “Se noi ruotiamo i cardini su questa cerniera e smussiamo il bordo, il battente ruoterà meglio”. Villum apprese una grande lezione, che fece propria e volle divulgare a tutti i suoi collaboratori: vale più un esperimento del consiglio di mille esperti. Questo principio diventò un modello di riferimento per tutti coloro che lavorarono al suo fianco ed è, tuttora, uno dei valori fondanti la filosofia del Gruppo VELUX.

Nel 1948 Villum ottenne il primo brevetto della finestra per tetti, garantendosi il diritto esclusivo di produzione, diffusione e utilizzo industriale della sua invenzione, rispetto a terzi, valorizzandone la caratteristica innovativa per il settore edilizio. L’Europa, in quegli anni, dopo i bagliori della Seconda Guerra Mondiale, divenne teatro di grandi festeggiamenti. La finestra per tetti VELUX aveva iniziato una corsa inarrestabile: si intrapresero viaggi in Europa e nel mondo per la presentazione del prodotto agli operatori del comparto edilizio, che dovevano conoscere i vantaggi dell’innovativa tecnologia, inizialmente ad apertura manuale. La finestra per tetti VELUX entusiasmava e svelava scenari da sogno: la luce era simbolo di una rinascita. Il Gruppo VELUX ebbe modo di stabilirsi e consolidarsi nel periodo in cui la vita sociale ed economica si stava nuovamente schiudendo, costituendo un’importante partnership con la Germania, per poi espandersi in Austria e in Francia. Un grande capitolo era iniziato: la storia della finestra per tetti VELUX aspettava di essere scritta. Grandi aspettative, concrete iniziative, ambizione e uno spirito visionario alimentarono la tenacia e la determinazione dell’ingegnere danese e dei suoi collaboratori, motivati dalla positiva risposta di un mercato in piena ricostruzione.

Villum organizzò la società in modo da ottimizzare la programmazione e rendere il lavoro sempre più organizzato, per garantire efficienza e una risposta costante alle richieste di prodotto in continuo aumento. Era mosso da uno spirito etico e avveniristico, con l’obiettivo di vendere prodotti di alta qualità, a un prezzo accessibile a tutti.

Oltre ogni logica commerciale, Villum era più che mai convinto che non bastassero un buon prodotto e una buona idea per raggiungere grandi traguardi: era necessario fare affidamento su persone e collaboratori fortemente motivati a credere in un progetto ambizioso, uniti da un obiettivo comune.

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