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The Indoor Generation: percezione vs realtà

La consapevolezza come primo strumento per il benessere

Capita di pensare che respirare in mezzo al traffico, al caos, alle strade metropolitane sia quanto di peggio possa capitarci. Che sia quella la sede dell’inquinamento e del malessere. E che, quindi, rifugiarci in casa sia una delle migliori soluzioni, protetti dalle pareti di cemento e con le finestre chiuse. No, non è così. La nostra casa non è, o almeno non lo è in valore assoluto, il rifugio sicuro. Lo diventa se viene vissuta con consapevolezza e mettendo in pratica scelte e comportamenti virtuosi.

Il primo passo per andare nella giusta direzione è, appunto, la consapevolezza. E di strada da fare ce n’è, considerando i dati emersi dal sondaggio sviluppato da YouGov e commissionato da VELUX. Le 16.000 interviste, distribuite fra 14 paesi europei e il Nord America, hanno sottolineato il varco fra percezione e realtà vissuto ogni giorno dalla Indoor Generation. Pensiamo, infatti, di trascorrere solo il 66% del nostro tempo in ambienti chiusi mentre di fatto ne spendiamo il 90%, corrispondente a circa 22 ore al giorno. Fra casa, scuole, uffici e ambienti ricreativi passiamo molto più tempo al chiuso rispetto a quanto crediamo. Un altro campanello d’allarme viene da un’informazione sbagliata e diffusa: spesso non è l’aria esterna a essere la più inquinata, ma proprio quella che respiriamo negli ambienti chiusi. L’aria interna, infatti, può essere fino a cinque volte più inquinata rispetto a quella esterna e, ulteriore aggravante, le camere dei bambini sono spesso le più contaminate. Colpa delle sostanze tossiche provenienti dai materiali da costruzione, dai prodotti per la pulizia, dalle materie plastiche ma anche delle cattive abitudini, come asciugare i vestiti in casa, bruciare candele, cucinare in ambienti chiusi. Sempre secondo l’indagine di YouGov, otto intervistati su dieci non sono consapevoli di tutto ciò e ripetono comportamenti che mettono a rischio la salubrità della loro vita quotidiana.

Se la diffusione dei dati emersi dalle ultime ricerche relative all’inquinamento indoor è il primo passo per far crescere la consapevolezza del singolo e per dare il via ad una rivoluzione culturale, ci sono alcune ‘buone pratiche’ che potrebbero essere messe in atto subito. Aprire più spesso le finestre e cercare di aumentare l’apporto di illuminazione naturale in casa sono fra i due comportamenti virtuosi più semplici e, allo stesso tempo, più efficaci.

In questo contesto si inserisce VELUX, che da oltre 75 anni cerca di migliorare la qualità di vita delle persone attraverso la proposta di soluzioni pratiche per garantire il corretto apporto di luce naturale e ventilazione nelle case e nei luoghi di lavoro, tanto nelle nuove costruzioni quanto negli interventi di ristrutturazione. La flessibilità e la versatilità delle soluzioni proposte, infatti, ne consente l’applicazione in diverse tipologie di involucro avendo un unico obiettivo: garantire il benessere dell’abitare.

Ma c’è un altro punto cruciale da tenere in considerazione perché il percorso verso la consapevolezza e la salubrità porti a traguardi concreti: condividerne la responsabilità e fare in modo che il singolo, fra progettisti, committenti, aziende e istituzioni, partecipi in prima persona.

 

 

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