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Quando sostenibilità non è un termine astratto: le proposte efficaci di VELUX

VELUX presenta tre prove per sottolineare il proprio comportamento sostenibile: la funzione dei prodotti, la filiera e i materiali usati per la produzione

Dopo anni in cui di questo termine si è abusato, quando si nomina la parola sostenibilità è necessario che venga affiancata da prove concrete che ne diano valore. E i prodotti proposti da VELUX ne sono un esempio tangibile. E lo sono da diversi punti di vista, almeno tre: nella loro funzione, nel processo produttivo e nei materiali di cui sono composti.Cominciamo dal primo punto: perché l’applicazione delle finestre VELUX rappresenta una prova di sostenibilità? Perché aiutano a creare un ambiente indoor più salubre, grazie al contributo in termini di illuminazione naturale e ventilazione. Da un punto di vista più tecnico, i sistemi tecnologici delle finestre permettono un contenimento della dispersione termica e, quindi, dei consumi energetici.

Se è l’identità in sé delle finestre VELUX, quindi, a essere sinonimo di sostenibilità, non mancano anche ulteriori evoluzioni che vanno nella stesa direzione: garantire un ambiente salubre. Ed è in questo contesto che l’azienda presenta il sistema VELUX ACTIVE, sviluppato in collaborazione con Netatmo e basato sull’uso di sensori che aprono e chiudono le finestre – e le loro protezioni solari – come risposta ai dati rilevati negli ambienti: umidità, temperatura, presenza di inquinanti (dalla CO2 alla formaldeide). È ormai notizia il fatto che si passa il 90% del proprio tempo in spazi chiusi, nonostante il sondaggio promosso da YouGov e VELUX sottolinei come la percezione dei singoli sia diversa e si pensi di passare solo il 66% del tempo al chiuso. Allo stesso modo è ormai noto che l’aria degli ambienti interni è fino a cinque volte più inquinata rispetto a quella esterna. Avere a disposizione, quindi, un sistema che regoli la ventilazione naturale analizzando la qualità dell’aria che si respira dentro casa, è un aiuto importante per garantire un benessere quotidiano.

Fa parte del percorso di ricerca aziendale, invece, la definizione di una finestra che permetta di eliminare del tutto la dispersione energetica, pur permettendo all’aria fresca e all’illuminazione naturale di entrare in casa. Il progetto sperimentale di ricerca è promosso in partnership con il Danish Technological Institute e l’Aalborg University ed è finanziato da EUDP, Energy Technology Development and Demostration Program, come parte del disegno che vuole portare la Danimarca a essere indipendente dall’uso di combustibili fossili entro il 2050. 

Passando al secondo punto, relativo al processo produttivo, VELUX segue tuttora il Model Company Objective inaugurato nel 1965 al fine di garantire una visione a lungo termine condivisa da tutti i dipendenti, nel rispetto di ogni tappa e protagonista della filiera. Dalle parole del fondatore Villum Kann Rasmussen: «Per Model Company intendiamo un’azienda che lavori su prodotti utili alla società e che tratti i propri clienti, fornitori, dipendenti di tutte le categorie e stakeholder meglio della maggior parte delle altre realtà».  Ed è nel rispetto di questo “manifesto” che VELUX, come politica aziendale e come realtà concreta, persegue criteri di sostenibilità ambientale tanto nel prodotto, quanto nel processo.

 

Ed ecco l’ultimo punto, non meno importante, relativo ai materiali di cui sono composti i prodotti VELUX: per il 99,5% si tratta di legno proveniente da foreste certificate, soggette a riforestazione, attingendo principalmente da quelle situate più vicine ai singoli siti produttivi. Gli scarti del legno, inoltre, dai trucioli ai residui delle lavorazioni, vengono riciclati o usati per alimentare gli impianti di riscaldamento. Vetro e alluminio sono riciclabili al 100% e l’azienda ha inaugurato un percorso di innovazione per utilizzare Helo (materiali in fibra di vetro) e plastica ottimizzandone gli scarti.

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