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Loft: che stile! E che luce!

Un approccio verso la salubrità per un loft firmato Q-bic: parte dalla copertura, dove sono state inserite sei nuove finestre, e arriva alle scelte d’arredo

L’immaginario collettivo sui loft gode già di altissimi livelli di fascino e stile, ma questo intervento a Firenze, firmato dagli architetti dello Studio Q-bic, rappresenta un’ulteriore evoluzione sulla tipologia e sulle possibilità di recuperare involucri industriali per trasformarli in spazi di grande atmosfera e comfort.

Il punto di partenza per il progetto di ristrutturazione è stato il sottotetto di un edificio industriale di fine Ottocento, un ex biscottificio alle porte del centro storico di Firenze e che occupava l’intero edificio.

L’ultimo livello della ‘fabbrica’ si presentava come uno spazio aperto, senza partizioni interne e composto da un’unica navata. Così è rimasto: una grande sala che ora ospita un laboratorio creativo e la sede dello stesso studio di architettura Q-bic. 

Ad aver trasformato radicalmente gli spazi, essendo rimasta inalterata la distribuzione, sono state le nuove aperture inserite sulla copertura.

Le sei finestre VELUX rivestono infatti diversi ruoli; oltre a permettere alla luce di invadere gli spazi durante ogni ora del giorno, scandiscono – assieme alle piccole pareti mobili – il passaggio da un ambiente all’altro, dalla zona dedicata al lavoro a quella per il relax, dalla zona lettura, alla sala da pranzo.

La luce diventa uno strumento progettuale nel definire la composizione dell’ambiente e, contemporaneamente, risponde a un’altra esigenza: garantire la salubrità all’interno dell’ambiente. Da subito, entrando in questo ampio open space, la vocazione verso la sostenibilità dell’insieme appare evidente: l’uso di pallet, recuperati e trasformati in piani di appoggio, divani, basi per i sanitari o per il piano di lavoro in cucina, rivela una scelta etica oltre che di interior design. E la stessa scelta si riflette anche nell’aver voluto una copertura in parte trasparente: il benessere di chi abita il loft dipende anche dalla ventilazione naturale e dal tempo – inteso proprio come numero di ore – in cui le lampade possono stare spente perché protagonista è la luce naturale.

La lotta contro l’inquinamento indoor attraverso una migliore ventilazione e la possibilità di rispettare i ritmi circadiani del singolo attraverso il contatto con la luce naturale – e le sue trasformazioni in base al momento del giorno e della stagione – diventano elementi irrinunciabili in uno spazio che vede il comfort come un obiettivo fondamentale.

È proprio attraverso un approccio olistico, che tiene in considerazione tanto i materiali edili e i serramenti quanto il ciclo di vita degli arredi e le scelte sui dettagli, che il loft ha cominciato un nuovo percorso e da impianto produttivo è diventato uno spazio per il benessere, capace anche di stimolare la creatività di chi lo abita.


 

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