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Padova, condivisione di luce

La luce influenza l'umore e scandisce il passare del tempo

È ‘condivisione’ la parola d’ordine di questo progetto e di questa idea di abitare. Condivisione di vita, innanzitutto, fra i componenti della famiglia, i ‘capostipiti’ Franco Marcolongo e Marina Toninato e i loro figli  e, di conseguenza, fra gli ambienti della casa, fra interni ed esterni, fra spazi aperti e spazi chiusi, fra luoghi privati e collettivi. 

In questo contesto, il ruolo della luce è fondamentale e gestito con la massima consapevolezza; si tratta di una nuova costruzione, su due piani oltre a un livello interrato, e la luce è stata usata come strumento progettuale per mettere in connessione gli spazi, grazie a un percorso multidirezionale e basato su diverse tipologie di finestre, verticali e sul tetto.

Ci si trova fra i colli Euganei, in provincia di Padova, una zona verde protetta rispetto al vicino territorio industrializzato; il progetto, seguito dall’architetto Marco Baldassa, è stato fortemente inserito nel paesaggio e, anche attraverso l’uso di materiali naturali, fra cui sughero, argilla e legno, si presenta con un’identità ben definita, votata al rispetto dell’ambiente. Come accennato precedente, alla base del percorso progettuale, lo studio della luce.

“Questa casa influenza il nostro stato d’animo con la sua luce, dall’alba al tramonto”, racconta il committente; “la luce per me è importantissima, fin da quando mi alzo al mattino, e ho deciso di costruire un’abitazione con queste immense aperture, verticali e sul tetto, proprio per viverla appieno, perché la luce mi mette di buon umore”.

La casa, nei suoi due livelli, è illuminata dalle ampie pareti vetrate laterali e da finestre zenitali, collocate sul tetto piano. Una sinergia fra gli elementi che permette alla luce di illuminare in profondità e in modi fra loro diversi, sia per l’applicazione di originali idee progettuali, come nei bagni, di cui parleremo a seguire, sia per il modificarsi naturale della luce, fra lo scorrere delle ore durante la giornata e delle stagioni – e dei suoi colori – nel corso dell’anno.

“La luce naturale in questo progetto è certamente un elemento di grande importanza per chi vive l’abitazione”, conferma l’architetto, “e favorisce il rapporto fra l’abitare e il contesto naturalistico, la stagionalità, le variazioni climatiche. La fonte di luce, all’interno dell’ambiente, può continuamente cambiare, a seconda delle necessità individuali e personali di uno specifico momento. Le caratteristiche principali del progetto, infatti, sono le aperture verso l’esterno, le fonti di luce stesse e i materiali, scelti e collocati proprio in rapporto alla luce naturale. 

Condivisione, rispetto dell’ambiente, architettura sostenibile sono concetti ricorrenti in questo progetto, ma come si concretizzano? È anche dagli spazi di ‘servizio’, come i bagni, che si trovano prove tangibili della filosofia progettuale. Qui, infatti, sono state inserite altre aperture zenitali, non solo per permettere alla luce naturale di avere un accesso, ma anche per garantire la salubrità dell’ambiente, assicurare il ricambio d’aria, combattere l’inquinamento indoor. Le aperture sul tetto, non ultimo, permettono di raggiungere tutti gli obiettivi prima elencati nel totale rispetto della privacy: la trasparenza, dall’alto, illumina e protegge.

 

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