pinterest

A Ragusa, la luce dall’alto come strumento di progetto

È attraversando il centro barocco di Ragusa, fra vicoli, palazzi nobiliari e chiese del Settecento, fra le tonalità calde del tufo e il continuo succedersi dei colori del Mediterraneo

È attraversando il centro barocco di Ragusa, fra vicoli, palazzi nobiliari e chiese del Settecento, fra le tonalità calde del tufo e il continuo succedersi dei colori del Mediterraneo, che si arriva all’appartamento recentemente trasformato, con arguzia e competenza, attraverso l’uso sapiente della luce.

 

Sì, perché, prima dell’intervento la casa si presentava come uno spazio buio e spento: il prezzo da pagare quando ci si trova immersi in un centro storico italiano, dove gli edifici sono affiancati, stretti, l’uno all’altro e le aperture ridotte al minimo. Se talvolta l’assenza di aperture è una scelta mossa dalla volontà di difendersi dal sole e dalle alte temperature, altre volte si tratta di una necessità legata proprio alla mancanza di spazio sui prospetti.

Qui, l’architetto Giummarra ha interpretato i desideri del committente, un giovane professionista, che cercava una soluzione per rendere l’atmosfera in casa più confortevole: “voglio una casa tranquilla, serena, luminosa”, racconta. “Certe volte ci si trova immersi nel grigio e io cerco la luce e la chiarezza”.

Distribuito su due livelli, l’appartamento si presentava con uno spazio centrale a doppia altezza e poche, strette, aperture rivolte verso i vicoli, quindi con un apporto di luce naturale ridotto al minimo. “Era una casa buia”, continua il proprietario, “e la ristrutturazione è iniziata dal tetto arrivando fino ai pavimenti. Prima dell’intervento il tetto non presentava nessuna apertura ma, una volta trasformato, sono rimasto sorpreso”. Chiave di volta dell’intero intervento è stata la copertura, infatti. Nell’impossibilità di ricevere luce dalle pareti verticali, l’unica soluzione è stata proprio di inserire le finestre sul tetto. Una scelta che ha cambiato completamente la percezione sull’intero appartamento che, ora, si mostra non solo più luminoso, ma anche con spazi più accoglienti, addirittura dilatati.

“Si partiva da una condizione di illuminazione naturale penalizzata”, racconta l’architetto Giumarra. “Nei centri storici le case hanno aperture limitate e lo studio è stato rivolto proprio verso la ricerca di soluzioni per aumentare l’apporto di luce naturale”. Ed ecco che la luce zenitale, proveniente dall’alto, è stato lo strumento di progetto risolutivo. L’inserimento delle finestre VELUX Integra sul tetto, infatti, ha risposto con la massima efficacia alla richiesta di luce. “All’interno dell’appartamento abbiamo un nucleo centrale a doppia altezza, diventato, grazie alla nuova luce che proviene dall’alto, il cuore pulsante della casa”, continua il progettista. “Si è abituati a pensare che la superficie calpestabile sia il vero valore, in realtà in questo caso abbiamo un valore aggiunto dato dal volume e dalla percezione di uno spazio dinamico sotto l’effetto della luce”.

Doppio risultato, quindi. Le finestre sul tetto sono state in grado di rispondere alla richiesta del committente di rendere l’atmosfera in casa più serena e vivibile, espandendo la percezione sugli spazi e dando una nuova identità a ciascun ambiente, e, contemporaneamente, le soluzioni progettuali hanno permesso un incremento del valore dell’immobile.

Prodotti inseriti: Integra GGU, Tapparella.

facebook pinterest email